martedì 7 agosto 2018

BRANDUARDI, DE GENNARO ..E LA MUSICA ANTICA: storia di un incontro tanto atteso

INTERVISTA DI LAURA GANGEMI 

 Giovannangelo De Gennaro e Angelo Branduardi
Ph. De Gennaro di Michele Cipriani
Ph. Branduardi di Laura Gangemi


Oggi abbiamo l’onore di chiacchierare con GIOVANNANGELO DE GENNARO, grande estimatore di Angelo Branduardi nonché amico del nostro gruppo “Locanda del Malandrino”

De Gennaro, il 22 agosto 2018, all’interno della 6° edizione dello Sponz Festival (manifestazione diretta ed ideata da Vinicio Capossela) assieme ad ANGELO BRANDUARDI terrà uno speciale concerto con il suo ensemble di musica antica.

Profondo conoscitore e studioso della musica medievale italiana e spagnola ed affermato musicista, De Gennaro ha collaborato con i più importanti maestri provenienti da ogni parte del mondo e partecipato a numerosi festival di musica nazionali ed internazionali.



Ciao Giovannangelo, grazie innanzitutto della tua disponibilità a raccontarci qualcosa di te e di questa collaborazione.

Si dice che devi ad Angelo quella che è stata, poi, la tua scelta artistica. E’ così? Quale è stato il tuo percorso musicale? 
Esatto!
Avevo 14 anni quando ascoltai per la prima volta il tema di Leonetta durante la frequentazione in gioventù francescana presso il convento Madonna dei Martiri di Molfetta. Mi colpirono quei flauti dolci, strumento che conobbi durante le ore di musica alle medie inferiori. Fui sorpreso perché mi resi conto che questo strumento poteva essere inserito anche nei repertori moderni d’autore. Quello che mi colpi particolarmente, fu la delicatezza con cui il maestro Gianfranco Lombardi riusci ad arrangiare la colonna sonora del film State Buoni se potete. Forse un po' mi ci vedevo in quei ragazzi che cercavano la felicità. Ancora oggi cerco e cammino.


Come è nata la tua amicizia con Angelo Branduardi?
Ero con Vinicio. Si parlava di Francesco d’Assisi dei suoi scritti e di come quest’uomo santo contemplava e pregava il sole, la luna, la morte, l’acqua, il fuoco, gli animali. Di come Egli aveva compreso la sacralità dell’unicità cosmica nella forma più pura rappresentata da un Dio uguale per tutti. A tal proposito si parlava di Perfetta Letizia e con “maraviglia”, Vinicio mi fece ascoltare un suo brano ispirato dal fioretto francescano. Senza esitare gli dissi: Anche Angelo Branduardi ha composto su questo testo! Cercammo nsieme alcuni video e Vinicio mi disse: che bellezza Branduardi canta con gli occhi chiusi…Poi gli raccontai di una mia follia da fan.

Desideravo incontrare Il Maestro. Ero molto giovane, in totale incoscienza mi misi alla ricerca. In quel periodo non c’era nessun supporto informativo su dove cercare contatti o dove poterlo incontrare. Osservavo attentamente le copertine degli album e immaginavo i luoghi o qualche riferimento geografico. Forse Milano, un piccolo borgo medievale in toscana o in una casa vicino ad un lago. Fantasticavo, cercavo e cercavo. Con un pensiero più razionale mi dissi: l’unica possibilità è quella di contattare la casa di produzione/discografica, e nello specifico il suo management. Non ricordo come riuscì ad arrivare negli uffici di Dory Zard a Roma. Continuavo nel mio immaginario che potevo incontrarlo a Roma in casa di produzione. Dentro di me il desiderio d’incontrarlo cresceva sempre di più. Giunsi all’entrata dello stabile e fui accolto da una segretaria. Chiesi se potevo conoscere il maestro Branduardi pensando che la casa di produzione fosse la sua casa. Mi rispose: mi dispiace non lavoriamo più con questo artista. Fui preso da una profonda tristezza per come si rivolse senza battere ciglio. Il mio grande maestro ispiratore, quasi come un articolo commerciale. Solo un disco, un prodotto. Per me Branduardi era un punto di riferimento essenziale in quel periodo della mia vita. Riuscivo a trovare i miei pensieri e parole nei suoi testi su una musica che mi emozionava. E allora dopo una pausa scandita da un sorso di vino Vinicio mi guardò e disse: Dobbiamo farti incontrare!!! E voilà il cerchio si è chiuso.


Vanti collaborazioni con importanti artisti provenienti un po’ da tutto il mondo ed hai un curriculum musicale amplissimo. Com’è, però, collaborare con un Artista che ha in un qualche modo segnato il tuo cammino musicale?
Devo ancora realizzare questo primo incontro. La musica è la mia metafora di viaggio. Ho percorso diversi cammini. Tutti gli incontri son stati importanti e avvenuti al momento giusto per la mia ricerca personale.

Ecco, la musica mi ha dato questo, la possibilità d’incontrare musicisti con tanti linguaggi differenti. Ogni incontro è stata una vibrazione “simpatica”. Siamo corde vibranti e se siamo intonate le armonie si propagano. Con Angelo mi auguro di poter essere al suo fianco e con lo stesso passo, camminando, camminando.


Parlaci di questo nuovo lavoro: come è nato il progetto? Come ha reagito Angelo a questa “nuova” stimolante avventura?
Ci siamo sentiti per telefono ed è subito nata una piacevole conversazione. La prima cosa che gli ho detto e che se faccio musica antica è per colpa sua. Si è messo a ridere e ci siamo ritrovati con molte cose in comune. Ho sentito come se ci fossimo già incontrati. Abbiamo parlato di un programma musicale che parte dalle origini e che per mano trovadorica vengono rinterpretati. Una nuova lettura dei suoi brani alla ricerca dell’essenzialità.

Puoi darci qualche anticipazione su quello che il pubblico andrà ad ascoltare il 22 di Agosto? Sarà emozionante riascoltare, con un nuovo arrangiamento, brani che Angelo Branduardi non esegue da tantissimi anni
Penso sia meglio tenere in segreto le novità di questo concerto unico.

Le aspettative spesso possono deludere il desiderio. L’ignoto è parte di questo cammino e al cammino affido con fluidità la bellezza della sua trama che si costruisce passo dopo passo.

Saremo in un bosco. Un luogo dove avvengono incontri, visioni, metamorfosi. Crocevia di vagabondi, faine e lupi.

Vuoi presentarci gli altri membri del tuo gruppo?
I musicisti che mi accompagneranno in questo nuovo viaggio sono tra i più grandi strumentisti del nuovo scenario musicale italiano.

Peppe Frana è un esperto di musica turca e afgana. Eccellente suonatore di oud, robab e liuti medievali. Collabora con musicisti come Ross Daly, Zohar Fresco e Daoud Khan Sadozai e Micrologus.

Giuseppe Leone fa vibrare le pelli dei suoi tamburi a cornice come se fossero battiti di cuore. Lui è davvero un vero viaggiatore. Dal 2012 al 2016 si trasferisce ed esibisce nelle americhe. Suona in USA, Canada, Messico, Guatemala, Honduras, Costa Rica e Colombia. Suona stabilmente con Vinicio Capossela.

Infine e non per ultimo Alessandro de Carolis, flautista eccellente dal medioevo al popolare fino al jazz. Suona con Beppe Barra. Collabora con Daniele Sepe, Stefano Bollani, Maria De Martini, Gianni Lamagna, Eugenio Bennato, Giovanni Mauriello e Marcello Colasurdo, Rossini Flut ensemble diretto dal M° Romolo Balzani, Osvaldo Guidotti, Neapolis Ensemble.

Ora penso di essere pronto per affrontare questo nuovo viaggio “iniziato” tanto tempo fa, tanti anni fa nella mia mente e nell’ascolto di un grande musicista, Angelo Branduardi.


GRAZIE E...BUON CONCERTO !
Grazie a tutti voi amici della locanda!

Giovannangelo

*********

SPONZ FESTIVAL – 22 Agosto ore 17.30 ARENA CUPA, Calitri (AV)

Angelo Branduardi: canto, violino, chitarra
Fabio Valdemarin: chitarre
Giovannangelo de Gennaro: canto, viella, cornamusa, ciaramella
Peppe Frana: liuto
Alessandro de Carolis: flauti
Peppe Leone: tamburi a cornice

Per saperne di più, visitate il sito di Giovannangelo De Gennaro:

https://giovannangelodegennaro.com/

1 commento:

  1. ...e da quello che sappiamo, è stato un evento unico...
    Peccato non esserci stato.

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