mercoledì 13 novembre 2019

"IL CAMMINO DELL'ANIMA TOUR" - 2019/2020

“MERAVIGLIOSO E DI GRANDI SUGGESTIONI”



In sole poche settimane dalla sua pubblicazione avvenuta lo scorso 4 ottobre, la critica è unanime nell’apprezzare la più recente opera di Angelo Branduardi.

Ora “Il Cammino dell’Anima” verrà ora eseguito interamente dal vivo in un tour che toccherà le principali città italiane.

20 Febbraio 2020 Bergamo Teatro Creberg
24 Febbraio 2020 Milano Teatro Dal Verme
26 Febbraio 2020 Torino Teatro Colosseo
29 Febbraio 2020 Padova Gran Teatro Geox

06 Marzo 2020 Napoli Teatro Politeama
08 Marzo 2020 Loreto - Palacongressi (IN DUO con Fabio Valdemarin)
27 Marzo 2020 Bologna Teatro Celebrazioni

04 Aprile 2020 Varese Teatro Openjobmetis

08 Maggio 2020 Sanremo (IM) Teatro Ariston
22 Maggio 2020 Verona - Teatro Romano
30 Maggio 2020 Udine - Teatro Nuovo Giovanni da Udine (IN DUO con Fabio Valdemarin)


18 Ottobre 2020

Il 18 Ottobre 2020 (ore 21) Angelo Branduardi e Fabio Valdemarin saranno i protagonisti di un concerto acustico che si terrà all'interno di una delle sale che ospiterà i capolavori di Van Gogh!
Un concerto all'insegna del "meno c'è più c'è" caratterizzato dal gusto della sottrazione, dalla volontà di spogliare i brani, togliendo là dove normalmente si aggiunge.
Prezzo del biglietto: €95 (acquistabile dal 10 marzo 2020)
Il biglietto comprende: introduzione alla mostra da parte di Marco Goldin, visita guidata alla mostra a museo chiuso, light buffet, concerto
Il programma avrà inizio alle ore 18.15 e si concluderà, dopo il concerto, attorno alle ore 23.


(il calendario è in aggiornamento)
Per i dettagli di ogni concerto, consultare la sezione EVENTI della nostra pagina Facebook

Il concerto, della durata di due ore circa, è idealmente diviso in due parti.
La prima parte, introdotta da Angelo Branduardi che è solo sul palco davanti ad un impalpabile velo bianco, è dedicata a “Il Cammino dell’Anima” che riprende alcuni temi dell’opera visionaria di Hildegard von Bingen, monaca, reclusa secondo la regola di San Benedetto, fin dall’età di otto anni e poi badessa di Bingen.

Hildegard fu mistica e poeta, musicista, filologa ed erborista, era e rimane ammirata per avere esplorato senza paura il posto dell’anima nel Cosmo e per avergli dato voce con la sua visione musicale unica.
Hildegard definì “Sinfonia” il ciclo lirico delle sue opere, per lei l’anima è “sinfonica” e trova la sua espressione nell’accordo segreto di anima e corpo nell’atto musicale, nell’armonia prodotta dal suono degli strumenti e dalla voce umana, nell’armonia celeste e nell’accordo misterioso che viene dal profondo dell’anima.

Questo e molto altro racconterà Angelo per predisporre all’ascolto della lunga suite.

Numerosi e visibili sono gli strumenti utilizzati da Angelo e dai suoi musicisti:
Fabio Valdemarin (tastiere, chitarra, cori); Antonello D’Urso (chitarre, cori);
Stefano Olivato (basso elettrico, contrabbasso elettrico, chitarra, armonica, cori,) Davide Ragazzoni (batteria e percussioni).

Nella seconda parte Angelo Branduardi, in totale solitudine, sempre davanti al velo bianco, propone brani a lui cari come “Tango” (da Pane e Rose, 1988), “Momo’s Lied” (1986) colonna sonora dell’omonimo film tratto dal romanzo di Michael Ende

Aperto di nuovo il velo bianco, Angelo Branduardi e i musicisti continuano il cammino spirituale con l’esecuzione di alcune canzoni tratte da “L’infinitamente piccolo” album del 2000 realizzato sulle scritture di San Francesco d’Assisi.
In chiusura non possono mancare i successi storici, entrati nella memoria collettiva e nel cuore come, tra gli altri “Cogli la prima mela” “Alla fiera dell’est”.

L’impianto scenico è essenziale ed efficace. Tagli di luce teatrali e un tetto di lampadine dai toni caldi di luce. Nessun orpello tecnologico.
Solo luce, nuvole bianche di fumo che fanno da discreto contorno alla musica di Angelo Branduardi

martedì 6 agosto 2019

"IL CAMMINO DELL'ANIMA": il nuovo album di Angelo Branduardi


A sei anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio “Il Rovo e la Rosa”, Angelo Branduardi ritorna a cantare la spiritualità, risvegliando dal sonno dell’anno mille l’opera visionaria di Hildegarde von Bingen, monaca, reclusa secondo la regola di San Benedetto, fin dall’età di otto anni e poi badessa di Bingen.

Hildegarde fu mistica e poeta, musicista, filologa ed erborista, era e rimane ammirata per avere esplorato senza paura il posto dell’anima nel Cosmo e per avergli dato voce con la sua visione musicale unica.

Nella sua epoca, come nella nostra, quella che fu chiamata “La Sibilla del Reno” e parlò alla pari con Papi ed Imperatori, resta fonte di stupore per coloro che sono disposti ad ascoltarla.

Hildegarde definì “Sinfonia” il ciclo lirico delle sue opere, per lei l’anima è “sinfonica” e trova la sua espressione nell’accordo segreto di anima e corpo nell’atto musicale, nell’armonia prodotta dal suono degli strumenti e dalla voce umana, nell’armonia celeste e nell’accordo misterioso che viene dal profondo dell’anima.

La sua musica è molto bella ed è molto eseguita nel circuito dei cultori di musica antica e il suo pensiero, rivoluzionario per l'epoca, è stato molto studiato dalle femministe dagli anni '70 -'80 in quanto riconosce un aspetto femminile del principio divino.

Hildegarde è una figura con un vasto seguito di musicisti, intellettuali e femministe (è stata oggetto di studi fondamentali per il femminismo, la medievalista Michela Pereira è tra le massime esperte mondiali della santa)

Nel 2019 il percorso di spiritualità, che aveva avuto inizio, ai tempi del suo esordio, con le canzoni ispirate alla tradizione orale degli indiani d’America per proseguire con il lavoro dedicato al Santo di Assisi, porta Branduardi alla riscoperta dell’opera di Hildegarde von Bingen, Santa e Dottore della Chiesa.

“La musica è nata con la religione”, racconta Branduardi, con “lo sciamano che faceva da tramite tra l’uomo e Dio” e per Hildegarde von Bingen “la musica è la forma più alta dell’attività umana, quella che meglio riflette l’ineffabile suono delle sfere celesti.” 

Il 12 febbraio 2020 Angelo Branduardi compirà 70 anni e nel 2019 ha già festeggiato 45 anni di carriera

Nel 2020, per festeggiare il suo compleanno, uscirà la trilogia in vinile che partendo da “Futuro Antico”, attraverso “l’Infinitamente piccolo” dedicato a San Francesco, arriva all’opera di Hildegarde von Bingen.


Il nuovo album dedicato alla Santa sarà in uscita il 4 Ottobre 2019



martedì 7 agosto 2018

BRANDUARDI, DE GENNARO ..E LA MUSICA ANTICA: storia di un incontro tanto atteso

INTERVISTA DI LAURA GANGEMI 

 Giovannangelo De Gennaro e Angelo Branduardi
Ph. De Gennaro di Michele Cipriani
Ph. Branduardi di Laura Gangemi


Oggi abbiamo l’onore di chiacchierare con GIOVANNANGELO DE GENNARO, grande estimatore di Angelo Branduardi nonché amico del nostro gruppo “Locanda del Malandrino”

De Gennaro, il 22 agosto 2018, all’interno della 6° edizione dello Sponz Festival (manifestazione diretta ed ideata da Vinicio Capossela) assieme ad ANGELO BRANDUARDI terrà uno speciale concerto con il suo ensemble di musica antica.

Profondo conoscitore e studioso della musica medievale italiana e spagnola ed affermato musicista, De Gennaro ha collaborato con i più importanti maestri provenienti da ogni parte del mondo e partecipato a numerosi festival di musica nazionali ed internazionali.



Ciao Giovannangelo, grazie innanzitutto della tua disponibilità a raccontarci qualcosa di te e di questa collaborazione.

Si dice che devi ad Angelo quella che è stata, poi, la tua scelta artistica. E’ così? Quale è stato il tuo percorso musicale? 
Esatto!
Avevo 14 anni quando ascoltai per la prima volta il tema di Leonetta durante la frequentazione in gioventù francescana presso il convento Madonna dei Martiri di Molfetta. Mi colpirono quei flauti dolci, strumento che conobbi durante le ore di musica alle medie inferiori. Fui sorpreso perché mi resi conto che questo strumento poteva essere inserito anche nei repertori moderni d’autore. Quello che mi colpi particolarmente, fu la delicatezza con cui il maestro Gianfranco Lombardi riusci ad arrangiare la colonna sonora del film State Buoni se potete. Forse un po' mi ci vedevo in quei ragazzi che cercavano la felicità. Ancora oggi cerco e cammino.


Come è nata la tua amicizia con Angelo Branduardi?
Ero con Vinicio. Si parlava di Francesco d’Assisi dei suoi scritti e di come quest’uomo santo contemplava e pregava il sole, la luna, la morte, l’acqua, il fuoco, gli animali. Di come Egli aveva compreso la sacralità dell’unicità cosmica nella forma più pura rappresentata da un Dio uguale per tutti. A tal proposito si parlava di Perfetta Letizia e con “maraviglia”, Vinicio mi fece ascoltare un suo brano ispirato dal fioretto francescano. Senza esitare gli dissi: Anche Angelo Branduardi ha composto su questo testo! Cercammo nsieme alcuni video e Vinicio mi disse: che bellezza Branduardi canta con gli occhi chiusi…Poi gli raccontai di una mia follia da fan.

Desideravo incontrare Il Maestro. Ero molto giovane, in totale incoscienza mi misi alla ricerca. In quel periodo non c’era nessun supporto informativo su dove cercare contatti o dove poterlo incontrare. Osservavo attentamente le copertine degli album e immaginavo i luoghi o qualche riferimento geografico. Forse Milano, un piccolo borgo medievale in toscana o in una casa vicino ad un lago. Fantasticavo, cercavo e cercavo. Con un pensiero più razionale mi dissi: l’unica possibilità è quella di contattare la casa di produzione/discografica, e nello specifico il suo management. Non ricordo come riuscì ad arrivare negli uffici di Dory Zard a Roma. Continuavo nel mio immaginario che potevo incontrarlo a Roma in casa di produzione. Dentro di me il desiderio d’incontrarlo cresceva sempre di più. Giunsi all’entrata dello stabile e fui accolto da una segretaria. Chiesi se potevo conoscere il maestro Branduardi pensando che la casa di produzione fosse la sua casa. Mi rispose: mi dispiace non lavoriamo più con questo artista. Fui preso da una profonda tristezza per come si rivolse senza battere ciglio. Il mio grande maestro ispiratore, quasi come un articolo commerciale. Solo un disco, un prodotto. Per me Branduardi era un punto di riferimento essenziale in quel periodo della mia vita. Riuscivo a trovare i miei pensieri e parole nei suoi testi su una musica che mi emozionava. E allora dopo una pausa scandita da un sorso di vino Vinicio mi guardò e disse: Dobbiamo farti incontrare!!! E voilà il cerchio si è chiuso.


Vanti collaborazioni con importanti artisti provenienti un po’ da tutto il mondo ed hai un curriculum musicale amplissimo. Com’è, però, collaborare con un Artista che ha in un qualche modo segnato il tuo cammino musicale?
Devo ancora realizzare questo primo incontro. La musica è la mia metafora di viaggio. Ho percorso diversi cammini. Tutti gli incontri son stati importanti e avvenuti al momento giusto per la mia ricerca personale.

Ecco, la musica mi ha dato questo, la possibilità d’incontrare musicisti con tanti linguaggi differenti. Ogni incontro è stata una vibrazione “simpatica”. Siamo corde vibranti e se siamo intonate le armonie si propagano. Con Angelo mi auguro di poter essere al suo fianco e con lo stesso passo, camminando, camminando.


Parlaci di questo nuovo lavoro: come è nato il progetto? Come ha reagito Angelo a questa “nuova” stimolante avventura?
Ci siamo sentiti per telefono ed è subito nata una piacevole conversazione. La prima cosa che gli ho detto e che se faccio musica antica è per colpa sua. Si è messo a ridere e ci siamo ritrovati con molte cose in comune. Ho sentito come se ci fossimo già incontrati. Abbiamo parlato di un programma musicale che parte dalle origini e che per mano trovadorica vengono rinterpretati. Una nuova lettura dei suoi brani alla ricerca dell’essenzialità.

Puoi darci qualche anticipazione su quello che il pubblico andrà ad ascoltare il 22 di Agosto? Sarà emozionante riascoltare, con un nuovo arrangiamento, brani che Angelo Branduardi non esegue da tantissimi anni
Penso sia meglio tenere in segreto le novità di questo concerto unico.

Le aspettative spesso possono deludere il desiderio. L’ignoto è parte di questo cammino e al cammino affido con fluidità la bellezza della sua trama che si costruisce passo dopo passo.

Saremo in un bosco. Un luogo dove avvengono incontri, visioni, metamorfosi. Crocevia di vagabondi, faine e lupi.

Vuoi presentarci gli altri membri del tuo gruppo?
I musicisti che mi accompagneranno in questo nuovo viaggio sono tra i più grandi strumentisti del nuovo scenario musicale italiano.

Peppe Frana è un esperto di musica turca e afgana. Eccellente suonatore di oud, robab e liuti medievali. Collabora con musicisti come Ross Daly, Zohar Fresco e Daoud Khan Sadozai e Micrologus.

Giuseppe Leone fa vibrare le pelli dei suoi tamburi a cornice come se fossero battiti di cuore. Lui è davvero un vero viaggiatore. Dal 2012 al 2016 si trasferisce ed esibisce nelle americhe. Suona in USA, Canada, Messico, Guatemala, Honduras, Costa Rica e Colombia. Suona stabilmente con Vinicio Capossela.

Infine e non per ultimo Alessandro de Carolis, flautista eccellente dal medioevo al popolare fino al jazz. Suona con Beppe Barra. Collabora con Daniele Sepe, Stefano Bollani, Maria De Martini, Gianni Lamagna, Eugenio Bennato, Giovanni Mauriello e Marcello Colasurdo, Rossini Flut ensemble diretto dal M° Romolo Balzani, Osvaldo Guidotti, Neapolis Ensemble.

Ora penso di essere pronto per affrontare questo nuovo viaggio “iniziato” tanto tempo fa, tanti anni fa nella mia mente e nell’ascolto di un grande musicista, Angelo Branduardi.


GRAZIE E...BUON CONCERTO !
Grazie a tutti voi amici della locanda!

Giovannangelo

*********

SPONZ FESTIVAL – 22 Agosto ore 17.30 ARENA CUPA, Calitri (AV)

Angelo Branduardi: canto, violino, chitarra
Fabio Valdemarin: chitarre
Giovannangelo de Gennaro: canto, viella, cornamusa, ciaramella
Peppe Frana: liuto
Alessandro de Carolis: flauti
Peppe Leone: tamburi a cornice

Per saperne di più, visitate il sito di Giovannangelo De Gennaro:

https://giovannangelodegennaro.com/

lunedì 4 giugno 2018

TOUR 2019/2020 - ANGELO BRANDUARDI


Ciao a tutti !
Di seguito le date del TOUR 2019 / 2020 (italiano ed estero) di Angelo Branduardi !
I dettagli sulle varie date (biglietti, info e curiosità sui singoli concerti) li trovate nella sezione "eventi" della nostra pagina facebook: Locanda del Malandrino

Il NUOVO tour "IL CAMMINO DELL'ANIMA" avrà la sua data zero a Castelraimondo (MC) il 14 Novembre 2019.

I concerti in acustico, IN DUO, saranno tenuti da Angelo Branduardi e Fabio Valdemarin

I concerti con la BAND vedranno invece la partecipazione di: Davide Ragazzoni, alla batteria, Stefano Olivato al basso, Antonello D'Urso alle chitarre, Fabio Valdemarin alle tastiere


TOUR 2019

- 14/11 Castelraimondo (MC) DATA ZERO del tour "IL CAMMINO DELL'ANIMA"
             c/o Lanciano Forum ore 21.30 , biglietti in vendita su Ticket one e CiaoTickets

- 16//11 Legnano - Cinema Teatro Galleria - band

- 29/11 Belluno - Teatro Comunale h 21 - band

- 06/12 Montecatini Terme (PT) - Teatro Verdi - h. 21 - band

- 13/12 Brescia - Gran Teatro Morato h 21 - band

- 18/12 Aqui Terme - Teatro Ariston h 21 - band

TOUR 2020

- 20/2 Bergamo, Teatro Creberg h. 21 - band

- 24/2 Milano, Teatro Dal Verme h 21 - band

- 26/02 Torino, Teatro Colosseo h. 21  - band

- 29/2 Padova, Gran Teatro Geox h 21 - band

- 06/03 Napoli - Teatro Politeama h 21 - band

- 27/03 Bologna, Teatro Celebrazioni h 21 - band

- 04/04 Varese - Teatro Openjobmetis h 21 - band

- 08/05 Sanremo - Teatro Ariston h. 21 - band

Biglietti già in prevendita sul circuito Ticket one


EUROPEAN TOUR 2019 (band)
Per chi si volesse aggiudicare il posto in prima fila, sono già in vendita le prime date del tour europeo 2019 di Angelo Branduardi !

- 16/10/19 ZURICH - Volkshaus h. 19.30
Biglietti: https://bit.ly/2T1N0NX

- 18/10/19 BERN - Kursaal Arena
Biglietti: https://bit.ly/2V9itLz

- 20/10/19 DRESDEN Konzertsaal im Kulturpalast Dresden - h. 20
Biglietti: https://bit.ly/2zBj8fL

- 21/10/19 LEIPZIG Gewandhaus zu Leipzig h. 20.00
Biglietti: https://bit.ly/2JP276w

- 23/10/19 MONS - Théâtre Royal h. 20
- 24/10/19 BRUXELLES - Cirque Royal h. 20
- 25/10/19 HUY - Centre Culturel h. 20
Biglietti per queste tre date in Belgio: https://bit.ly/2JcUIkF

- 28/10/19 VILLACH - Congress center h. 20.00
- 29/10/19 LINZ Brucknerhaus / Großer Saal h. 19.30
- 30/10/19 GRAZ Stefaniensaal - Congress Graz h. 19.30
- 01/11/19 WIEN Stefaniensaal - Wiener Konzerthaus h. 19.30
- 2/11/19 SALZBURG Salzburg Congress h. 19.30
Per acquistare i biglietti di queste cinque date seguite il link: https://bit.ly/2F6oAgk


Le date saranno costantemente aggiornate!!!
Condividete l'articolo per far sapere a tutti le date del nostro Angelo!
Buon concerto ed...a presto 😊
Laura Gangemi

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Ph. Mauro Pinardi


sabato 5 maggio 2018

LE PETIT ARTHUR - ALAN SIMON (1995)




di Laura Gangemi

Nel 1995 assistiamo alla prima delle collaborazioni di Angelo Branduardi con Alan Simon, musicista e compositore francese. 
Simon coinvolge Branduardi nel suo racconto musicale in 10 atti “Le petit Arthur”, una storia per “grandi e piccini, dai 6 ai 106 anni”, come la definisce lui stesso, che vede Angelo interpretare “La rose des vents”, canzone scritta da Alan Simon sulle note del brano “Vanità di Vanità” (LP “State buoni se potete” - 1983) 

"Le petit Arthur" è la storia di un piccolo uomo alla ricerca dei suoi sogni più belli raccontata con delicatezza, semplicità e stupore fanciullesco.. un viaggio verso la felicità più genuina anche se questo può significare, qualche volta, affrontare le nostre paure.

"Quando il sole tramonta, alla fine del mare, l'ultimo raggio di sole indica la porta di una terra magica, un mondo speciale: il paese dei nostri sogni di bambini! Oh si! Il mondo è bello, il mondo è grande .."

"La Terra è la più grande di tutte le navi:
ciascuno di noi fa parte del suo equipaggio.
La Vita è il più bello di tutti i viaggi
e Lei ha un solo segreto che tu non dimenticherai mai:
la condivisione"




Il testo della canzone: 

LA ROSE DES VENTS

Faites un pas devant
Un vœu maintenant
Et parcourez les mers
Comme les Goélands
Suivez le soleil
Au bout de l’océan
Cueillez la rose des vents

Faites un pas devant
Un vœu maintenant
Respirez la douceur
Et la couleur du ciel
Tous les paysages
Où le rire des enfants
Jaillirait comme un volcan

Faites un pas devant
Un vœu maintenant
Courtisans de la lune
Étoiles blondes ou brunes
Suivez les nuages
Vous serez du voyage
Et vous irez librement

Dans une cage dorée
Ils aimeraient t’enfermer
Mais jamais ils n’attraperont
Les rêves, le pays de l’imagination

(refrain)

Dans une cage dorée
Ils aimeraient t’enfermer
Mais jamais ils n’attraperont
Les rêves, le pays de l’imagination

(refrain)





Foto tratte dal sito di Alan Simon dedicato al progetto "Le Petit Arthur"

lunedì 29 gennaio 2018

DAVID ZARD NEL RICORDO DI ANGELO BRANDUARDI

https://www.facebook.com/locandadelmalandrino

Il pezzetto di me che se ne va assieme a David Zard in realtà non è nemmeno tanto piccolo, anzi: 15 anni di collaborazioni, fatti di mille cose. 

Di litigi e di screzi, certo, esattamente come nei matrimoni, perché — accanto alla generosità e al rispetto dell'artista — David aveva un lato dominante con cui era impossibile non scontrarsi. 
Ma nei ricordi prevalgono di gran lunga i grandi successi e le splendide idee artistiche. 
Nella musica era l'unico manager che sia stato degno di questo nome, in Italia. 

La sua vita, durata 74 anni, è stata pienissima fin da quando, nel 1967, dovette lasciare la Libia, dove era nato, perché era ebreo e c'era stata la Guerra dei Sei Giorni. In Italia ebbe il coraggio di fidarsi di me, giovane diplomato in violino che faceva ballate medievali, così come io il coraggio di fidarmi di lui, cercandolo anzi con insistenza: andavo ai festival dove si esibivano suoi artisti, ma non riuscivo mai a incontrarlo, e ogni volta la sua segretaria mi offriva una sigaretta per tacitarmi. 

Finché a un mio concerto litigai col pubblico: Dory Zard, che era sotto il palco, mi segnalò al fratello promoter e così nacque tutto. 

Grazie a lui sono diventato uno dei pochissimi musicisti italiani noti nel mondo, inventandoci esperienze uniche, su tutte — a fine anni Settanta — la "Carovana del Mediterraneo", un tour con me e altri musicisti come il Banco del Mutuo Soccorso e Maurizio Fabrizio, che girò davvero tutta l'Europa. Anche per questo era uno spettacolo faticoso, oltre che perché era gigantesco: David d'altronde ragionava sempre in grande. 

Il livello era altissimo, degno dell'offerta musicale rock pop e folk internazionale di quell'incredibile periodo storico. Basti dire che a un certo punto si aggiunsero a noi — oltre a Pino DanieleRichie Havens, Stephen Stills e Graham Nash

A nessun altro promoter italiano, forse neppure a uno internazionale, gente di quel calibro avrebbe potuto dire sì. 

David conosceva tutti nello show business mondiale, e tutti conoscevano lui, e non per modo di dire. Il respiro cosmopolita gli veniva non solo dalle origini straniere, ma dalla voglia di evadere dal pollaio italiano, di scoprire cosa succedeva oltre il tunnel del Gottardo. 

Anche questo spiega come lui sia stato il promoter che dagli anni Settanta in poi ci ha portato Madonna, Cat Stevens, Elton John, Michael Jackson, Bob Dylan, i Genesis, Santana, Lou Reed, i Led Zeppelin. Ha aperto l'Italia al rock e il rock all'Italia. 

Con gli italiani lavorava meno, oltre a me ricordo Gianna Nannini, però all'inizio del nuovo millennio seppe e volle credere in Riccardo Cocciante e nel suo Gobbo di Notre Dame, che gli ridiede un successo clamoroso. 

David aveva avuto tanti alti e bassi, anche economici, penso a quel tour dei Rolling Stones del 1990 che per un po' gli aveva fatto mollare il lavoro. Ma lui era uno che se aveva una lira ne investiva cinque. Però non aveva mai smesso di guardarsi intorno, di inventarsi idee e spettacoli, neppure quando la salute aveva iniziato ad andare sempre peggio. 

Gli ultimi anni erano stati dolorosi, ma era andato avanti. 

Generosità era la parola che più lo riassumeva. 

E lo spiego questo aneddoto con il quale lo saluto: eravamo da lui a cena a Roma, mangiavamo tranquilli dell'ottimo cus cus. In tavola c'era un servizio di bicchieri bello e parecchio costoso. 
Una mia figlia involontariamente ne ruppe uno. 
La sgridammo, lei si mise a piangere. 
David si alzò, prese tutti gli altri bicchieri e li fracassò di botto sul pavimento: come un vero spirito rocker. La grande anima di un uomo si dimostra anche in piccoli episodi di questo genere.

Angelo Branduardi


sabato 27 gennaio 2018

DAVID ZARD: un ricordo speciale

Proprio il 27 Gennaio, data riconosciuta dalle Nazioni Unite per ricordare le vittime della Shoah, ci ha lasciati David Zard, il più grande produttore ed organizzatore di spettacoli dal vivo mai avuto nel nostro Paese.

David, nato a Tripoli il 6 Gennaio 1943 da famiglia ebraica, all'età di 24 anni, a seguito delle persecuzioni contro gli ebrei in concomitanza con la "guerra dei sei giorni", dovette lasciare la Libia e si trasferì con la sua famiglia in Italia. 

E' da qui che David Zard fa partire la sua meravigliosa avventura e, negli anni Settanta, inizia ad organizzare i più grandi eventi di musica dal vivo ed i più grandi tour mai giunti in Italia fino ad allora.

A lui dobbiamo il grande successo di Angelo Branduardi e della sua "Carovana del Mediterraneo", uno straordinario progetto musicale che, tra la fine degli anni settanta/inizi ottanta, fece calcare al nostro Angelo i più importanti scenari italiani ed Europei. 

Così Angelo Branduardi ricorda quell'incontro che segnò in positivo tutta la sua carriera: 


"Una sera a Roma mi venne a cercare Dory Zard e mi presentò in seguito a suo fratello David. I fratelli Zard, con la loro grande famiglia, produssero i miei concerti più grandiosi: dalla "Fete dell'Humanitè", 200.000 spettatori a Parigi nel 1979, alla "Carovana del Mediterraneo" del 1980. Con loro ho girato in lungo e in largo e con grande successo tutta l'Europa, ponendo le basi per quella che è ancora oggi la mia attività al di fuori dell'Italia."




Quelli furono anni indimenticabili per tutti i "Branduardiani". Concerti memorabili e carichi di adrenalina che videro sul palco musicisti ed ospiti nazionali ed internazionali straordinari.  

A David Zard dobbiamo, quindi, tantissimo. 
E', e rimarrà, il più grande di tutti.

Un pensiero speciale va a Dory Zard, fratello di David, anche lui impegnato per tanti anni nell'attività del fratello, in particolare negli anni che videro affermarsi lo straordinario successo di Branduardi.
Per tutto l'affetto che ha sempre dimostrato nei miei confronti e nei confronti del gruppo della Locanda del Malandrino va a lui l'abbraccio più stretto.


Laura Gangemi